
L’ultimo fine settimana di maggio a Silvi si festeggia San Leone, patrono della città, l’attrazione centrale della festa è il “Ciancialone”.
Che cos’è il ciancialone?
Niente più e niente meno che un fascio di canne gigante, solitamente alto tra gli 8 e i 10 metri. La sua forma ricorda solo parzialmente le più famose farchie di Fara Filiorum Petri, infatti il ciancialone non è perfettamente cilindrico bensì termina con una punta e spesso è leggermente incurvato.
Da dove ha origine la tradizione del ciancialone?
Da un miracolo. Nel XIV secolo l’Adriatico era teatro di scorrerie turche, la leggenda narra che una nave saracena aveva depredato il porticciolo di Cerrano (oggi insabbiato e sommerso) e scesi a terra si dirigevano verso il borgo di Silvi per fare ulteriore bottino. Alla vista di ciò un giovane che si chiamava Leone corse giù dal Paese, in loro direzione, con una torcia in mano e più correva e più la luce diventava forte. Tanto intensa da trarre in inganno i saraceni che credendo di avere una guarnigione che gli correva incontro, decisero di non rischiare di perdere il bottino e ripresero il mare.
In realtà la festa potrebbe avere origini più antiche e pagane, data sia la simbologia del fascio, sia dal suo cadere non lontano dal solstizio d’estate quando avviene il trionfo del sole sulla notte e le giornate sono tra le più lunghe dell’anno.
Come viene costruito il ciancialone
Il giorno della festa i giovani de si danno un gran da fare per raccogliere più canne possibili e trascinarle in piazza per iniziare, insieme ai “veterani” della festa (i più esperti), a stringere le canne in un fascio gigante, con l’aiuto di funi e legacci di vimini; da questa delicata operazione dipenderà la buona riuscita dell’impresa. Intanto la festa vede l’avvio delle celebrazioni religiose, proprio mentre terminano le operazioni di costruzione.
Come e dove si svolge la festa di San Leone
Ora è sera, il ciancialone deve essere portato in posizione e sollevato, il luogo dove è destinato a dare spettacolo è il largo tra la chiesa di San Salvatore e la strada che fa il giro del borgo medievale di Silvi Paese: Piazza Largo della Porta. Le operazioni di sollevamento del ciancialone sono molto spettacolari, la folla dei paesani si aiuta nello sforzo tirando, con funi, da più lati e puntellando con le scale il pesantissimo fascio di canne, finché questo non raggiunge la posizione definitiva ed è messo in sicurezza. Ovviamente non è permesso ai non addetti ai lavori di avvicinarsi sotto il ciancialone che viene transennato.
Come in ogni festa d’Abruzzo che si rispetti ad accompagnare non mancano la musica, il buon cibo e le bevande. Calato il sole un giovane del posto, che preferibilmente si chiami Leone, ha il compito di salire sul ciancialone e accenderlo.
La parte profana della festa si apre, mentre le bande suonano, i ragazzi ballano oppure mangiano porchetta, arrosticini, pizze fritte, ecc. accompagnati da un bicchiere di montepulciano d’Abruzzo o da una birra ghiacciata. Il falò arde, scoppiettando fino a spegnersi e con la sua fine si chiude la notte di festa.
Il territorio di Silvi è ricco di attrazioni turistiche e tradizioni, questo è solo il primo racconto di una lunga serie, nel tempo ve faremo scoprire tante altre…
Ringraziamo Federico Del Trappeto per averci gentilmente fornito le foto che accompagnano il testo.